Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Le email false hanno sempre una piccola discrepanza, qualcosa che un occhio allenato riesce a scovare. Ma appunto, serve arrivare preparati.
Dalle statistiche del nostro gestionale, le chiamate di clienti che chiedono di verificare l’attendibilità di un’email sospetta sono calate drasticamente. Meglio ancora i dati su chi purtroppo è già caduto nella rete di una truffa attivata da un’email falsa: 1 o 2 volte l’anno, ormai da diversi anni.
“In buonissima parte tutto dipende dalla formazione del personale – dice il nostro Mattia Tumiati – non ricordo una sola email falsa che non contenesse un elemento che avrebbe dovuto insospettire chi l’ha ricevuta. Saperle riconoscere fa quindi la differenza. Faccio qualche esempio: la grafica molto più grossolana di quella originale, il nome del mittente con un piccolo errore di battitura, l’iban con uno strano codice paese. Tutte cose facilmente identificabili se le si verifica con calma. Ma la calma è spesso la cosa che manca, e i truffatori giocano su questo: ti scrivono che per far andare avanti il tal lavoro devono ricevere il pagamento subito. Il dipendente è sempre in affanno e quindi rischia di procedere senza porre la dovuta attenzione. Per questo nei nostri corsi di formazione insegniamo ai clienti a valutare poche semplici cose”.
#email #sicurezzainformatica