PNRR & PA Cap2: SPID CIE E AppIO

Come facilitare i cittadini nell'uso dell'identità digitale

Spid CIE AppIO

A che Punto siamo con l’utilizzo dell’Identità Digitale?

Abbiamo centrato gli obiettivi di fine 2021?

Molte Pubbliche Amministrazioni Locali hanno già centrato gli obiettivi che erano stati definiti dal Piano Triennale nella Pubblica Amministrazione (2020-2022) con scadenza alla fine del 2021, ed il Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, tramite il Fondo Innovazione aveva provveduto a finanziare gran parte delle attività necessarie per l’implementazione degli strumenti PagoPA, CIE ed AppIO. Purtroppo moltissime Amministrazioni Locali hanno reso disponibili le forme di pagamento ed autenticazione elettroniche, ma non hanno la struttura organizzativa e le capacità per fare in modo che i cittadini possano usufruire dei servizi AppIO, Cie e Spid.

Abbiamo osservato diversi casi di ottenimento degli obiettivi (il 70% dei pagamenti doveva essere consentito tramite piattaforma digitale PagoPA) ma la complicazione delle strutture organizzative e la difficoltà di reperire informazioni spesso hanno fatto in modo che, sebbene i servizi siano attivi, siano poco chiari e a volte addirittura meno agevoli delle tradizionali forme di pagamento, sia per i cittadini che per lo staff delle PA.

 

 

Quale percorso possiamo intraprendere per ovviare alle problematiche di cui sopra?

Gli avvisi del PNRR – Avviso Misura 1.4.3 e 1.4.4 SPID CIE app IO pagoPA Comuni Aprile 2022 vanno visti in un’ottica di insieme. L’esperienza dei servizi al cittadino (solitamente limitata al “sito internet“) viaggia di pari passo con l’integrazione dei pagamenti digitali e con l’autenticazione tramite identità digitale sui portali/app della PA. Continuare a trattare gli argomenti in maniera separata fà in modo che il lavoro di messa in opera e le possibilità di utilizzo da parte dei cittadini siano realmente difficili.

L’obiettivo della Digitalizzazione del Paese, tramite il Piano Triennale, la lotta al Digital Divide, le campagne di alfabetizzazione informatica, è quello di avvicinare il cittadino alla PA in forma semplice ed autonoma, rendendo rapide e facili operazioni che sino a qualche anno fa erano complesse e costose in termini di tempo.

Una famiglia dovrebbe poter interagire per gli obblighi amministrativi riguardanti l’asilo dei figli, sussidi, salute e quant’altro sia necessario, quasi unicamente tramite APP. Pensare al sito internet nel 2022 è iniziare un progetto “nato vecchio”. Chiaramente è necessario il sito internet, perché è il contenitore principe di tutte le informazioni (anche se dovrebbe essere più un motore di ricerca di informazioni che un sito tradizionale), ma la gran parte degli utenti usa i servizi digitali tramite smartphone, gli utenti che accedono ai siti da pc ormai sono meno del 10% in relazione alle visualizzazioni totali.

Sarà dunque ruolo del responsabile servizi informativi di concerto con l’RTD (Responsabile della Transizione Digitale), calendarizzare una serie di azioni mirate, per organizzare ed armonizzare le interazioni digitali del cittadino nei confronti della PA.

Entriamo un po’ più nel dettaglio

Troppo spesso Comuni, Province, Enti ed organizzazioni Governative hanno un sito “istituzionale”, ma devono fare accedere il cittadino ad una serie di siti “satellite” diversi per ogni attività (si pensi a sussidi o bonus governativi, problematiche di tipo fiscale o sanitario). L’App IO nasce con l’idea di uniformare tutto ciò, ed il punto di arrivo ultimo sarebbe poter integrare qualsiasi tipo di informazione e/o richiesta proprio tramite APP, che sia la IO o un connubio di APP IO e APP del territorio (Comune, Unione di Comuni o organizzazione territoriale che sia) ma che informi la cittadinanza su tutte le necessità (allerta protezione civile, mancanze di corrente elettrica, eventi e manifestazioni, richieste di appuntamento, certificati ecc.) ed eventi del territorio.

Come si può accedere alle app? Con Spid o Cie, ovviamente.

Ma chi insegna ai cittadini a usare la CIE e, soprattutto, chi dà supporto alla cittadinanza per ottenere SPID?

Ecco un modo per poter usare al meglio i fondi relativi all’esperienza dei servizi del Cittadino:

♦ promuovere attività come lo “Sportello Amico Digitale” ovvero, un servizio di supporto ed assistenza erogato da personale che abbia formazione tecnica (quindi, dimestichezza con lo strumento informatico e con gli smartphone) e sufficiente integrazione con la macchina amministrativa della PA per poter spiegare al cittadino il funzionamento di bandi, richieste di sussidio, graduatorie, modalità di accesso agli atti ecc.

Crediamo che la forma migliore di investire la grande quantità di denaro offerta dai fondi per la digitalizzazione sia creare un mix di strumenti e formazione, per aiutare il personale delle Pubbliche Amministrazioni Locali ed il cittadino nel percorso di digitalizzazione del Paese.

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Articolo a cura di Roberto Finco

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